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Distacchi idrici in tutta Italia: cosa succede alle acque nostrane?

21 Gen

Un articolo denuncia della nostra attivista Manuela Romano sui distacchi idrici sostenuti dalla Camera e dal governo Renzi. Per saperne di più http://www.acquabenecomune.org/notizie/nazionali/2838-la-camera-cancella-il-diritto-all-acqua-e-benedice-i-distacchi-idrici

 

di Manuela Romano

L’acqua, oltre ad essere un diritto, è un bene primario in quanto fonte di vita.
Sull’ovvietà di questo assunto sembrano avere forti dubbi le aziende direttamente responsabili della gestione e dell’erogazione dell’acqua. Ciò che sembra essere di vitale importanza per queste persone, è assicurare cospicui guadagni ai suoi azionisti.
Sulla questione, infatti, sono in troppi ad avere interessi e a rimetterci sono – come prevedibile – gli utenti.

L’azienda, infatti, con i suoi continui ed indiscriminati distacchi idrici senza il dovuto preavviso, non fa che creare forti disagi ai cittadini. Queste interruzioni inavvertite del servizio, vanno ormai avanti da troppo tempo.

Certo, gli utenti provano ad arrangiarsi come meglio possono, ma è davvero criminale pensare di staccare l’acqua in continuazione per mesi senza trovare una soluzione reale al problema.
Il fatto è che l’azienda non ha interesse a che il problema venga risolto.
E così chissenefrega se si porta disagio alle famiglie che con l’acqua si lavano, cucinano, in molti casi si dissetano.Chissenefrega se per questo servizio scadente i cittadini pagano, chissenfrega se alcuni utenti si accorgono che è illegittimo questo distacco selvaggio.
Un’azienda a certe cose non pensa perchè la sua unica preoccupazione è fare profitto.

Va, però, detto che qui si sta ragionando su un malcontento dei cittadini che, nella realtà, non esiste.
Solitamente, se si ha un problema comune, si tenta di risolverlo insieme, di essere soggetto sociale attivo.
A quanto pare, però, qui prevale ancora la logica secondo la quale ogni singolo individuo, pur essendo vittima di un disservizio che causa notevoli disagi, pensa a trovare una soluzione personale e non a lottare collettivamente perchè le cose cambino.
A volte però, anche le forme di aggregazione si dimostrano fallimentari, specialmente in quei casi in cui, alla necessità di trovare una soluzione comune al problema, si sostituiscono l’arrivismo personale e la cura dei propri interessi.

Ciò che realmente meraviglia è come sia possibile che, se tutti si lamentano e sentono il problema come insostenibile, nessuno faccia niente per cambiare le cose. Che la situazione rimanga immutata può far comodo all’azienda ma non dovrebbe star bene ai cittadini, ai diretti bersagli del disservizio.
E’ inaccettabile il silenzio dinanzi all’usurpazione e alla violazione dei propri diritti, è inammissibile che questo sia per tutti un problema ma che si facciano spallucce dinanzi alla ricerca di una soluzione ottimale.
E’ squallido sapere che c’è chi su un bene primario sta lucrando ai danni di chi dovrebbe usufruirne.
L’acqua è fonte di vita e che sia stata mercificata è già di per se assurdo.

Gli interessi del singolo o dell’azienda non dovrebbero impedire ai danneggiati di fare fronte comune, di lottare affinché la situazione si risolva nel modo a loro congeniale.
Ma in questa ipotetica e tanto agognata lotta comune, tutti dovrebbero avere un ruolo paritario.
E’ impossibile pensare a un fronte comune se qualcuno vuole emergere sugli altri e a danno degli altri.

In questa ipotetica lotta, i bisogni comuni dovrebbero essere chiari e manifesti, non ambigui e nascosti.
Purtroppo con le ipotesi, con le spallucce, con i moderni sistemi di informazione virtuale le cose non si risolvono. L’unico strumento in grado di cambiare le cose, di risolvere i problemi in modo inequivocabile è la lotta.

Tuttavia, per la mancanza di volontà nel risolvere il disservizio, per l’indisposizione della popolazione danneggiata che preferisce pagare per un servizio inesistente, non esistono strategie di lotta in grado di risolvere il problema senza agire concretamente.

Le soluzioni aleatorie e ridicole proposte per far fronte a questi continui disagi, non stanno facendo altro che favorire la stasi totale della situazione. In tanti mesi di disservizio nulla è stato fatto in concreto. A chi conviene questa stasi?

Solo all’azienda che in questo modo potrebbe continuare indisturbata a curare i propri interessi?
A nessuno importa che famiglie – che pagano per un servizio schifoso – con bambini, anziani, malati, animali, rimangano senz’acqua?

Se è chiaro che al privato che la gestisce non interessa, a chi altro continua a far comodo la situazione? Possibile che di un’intera cittadinanza colpita dal problema, nessuno voglia trovare una soluzione condivisa? Possibile che abbiano già tutti un piano B?

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