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CONTRO LE GABBIE DEL CIRCO….E PER L’AZIONE DIRETTA!

19 Nov

di Ilenia Iannelli

La società umana compie quotidianamente azioni dirette a controllare, dominare, sfruttare e uccidere animali secondo logiche che ormai si ripetono all’interno della stessa, mediante la gerarchizzazione e la repressione, in nome del “più forte”.

Il circo è una delle sporche facce dello specismo e della schiavitù più evidenti ma, allo stesso tempo, più minimizzate.
Arrivato, ancora una volta, nella nostra città città per “vendere” qualche blanda risata e per invogliare un pubblico sempre più affezionato a questi spettacoli, essendo difatti ritenuto “una delle più grandi attrazioni per bambini e adulti” , il circo non è altro che un campo di tortura, dove centinaia di animali vengono “addestrati” con il solo scopo di guadagno per l’aguzzino.

I maltrattamenti a cui sono soggetti gli animali, confutati aggressivamente dal padrone, portano gravi disturbi fisici e psichici all’animale: disperazione, rassegnazione, stanchezza, atteggiamenti ripetitivi, atti di autolesionismo, affaticamento..schizofrenia.
Inoltre l’allontanamento dalla propria terra (e quindi il distaccamento da chi li ha messi al mondo, della prole dalla madre), l’annullamento che l’animale ha inevitabilmente dei propri istinti naturali, un’alimentazione non adatta e scarsa e, soprattutto, una vita consumata esclusivamente tra le sbarre, stravolgono l’esistenza di chi subisce.

Il Presidio dei Veg in Campania contro il circo a Monteforte Irpino (AV)

Il Presidio dei Veg in Campania contro il circo a Monteforte Irpino (AV)

La nostra lotta contro il circo è parte integrante del rifiuto di una visione antropocentrica e specista del mondo…Resistiamo e ci battiamo per la Liberazione umana, animale e della Terra, unite e dipendenti l’una dalle altre. Finché ci saranno gabbie, ci saranno per tutti. Che lo si chiami carcere o gabbia, centro di ricerca o laboratorio di vivisezione, fabbrica o allevamento, campo di sterminio o mattatoio…Il potere ha sempre giocato con le stesse pratiche, gli stessi metodi, con qualsiasi vittima.

E’ evidente che i soprusi a danno degli animali sono oppressivi quanto quelli subiti dall’uomo a causa della sua stessa mano, in questo sistema consumistico e capitalistico.

Per questo sentiamo la necessità di liberare i prigionieri oppressi da una condizione di schiavitù.

Troppi, pur ammettendo l’importanza dell’azione diretta (sabotaggi, liberazioni di animali…) pensano che sia un qualcosa che non li rispecchia, lontani da loro, che non vogliono subirne le conseguenze. Continueremo ad affermare senza timore che restituire ad un essere vivente la propria autonomia, indipendenza, non è un crimine ma un atto doveroso da compiere con la lotta organizzata.

Riteniamo che la soluzione a tutto questo sia, oltre che un esame di coscienza in ogni individuo, trattare gli aguzzini con le stesse pratiche con cui loro sfruttano e traggono profitto.

Se son convinti di poter portare avanti l’abuso di entità senzienti , sottraendo loro libertà e dignità, dovranno esser pronti a pagare per le crudeltà che impongono. Per loro, come per qualsiasi individuo che sopprime, reprime, controlla, non ci sarà tregua fin quando tutte le gabbie non verranno distrutte: fin quando ogni individuo potrà agire liberamente nel suo spazio NATURALE.

Sfruttatore avvisato, mezzo salvato!
Ora e sempre per la liberazione animale!

Elefante in catene

Elefante in catene

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