Inventarsi un lavoro etico in piena crisi, l’esempio del team di Pagine Vegan.

20 Ago

di Valeria De Rosa

Come inventarsi un lavoro utile ed etico in piena crisi, non perdetevi l’intervista al team di Pagine Vegan, le pagine gialle del mondo green e vegano.

– Salve, potreste spiegare ai lettori di vegamente.com come è nata la vostra iniziativa e di cosa si tratta?

Dora – Pagine Vegan, nasce per dare visibilità a tutto il mondo del lavoro vegan, al grande fermento e all’ingegno dei vegani. Uno dei primi portali con questa caratteristica, volutamente ispiratosi alle “pagine gialle” e alla loro notorietà da cui deriva il nome: semplice e schietto. Avere un punto di riferimento che raccoglie tutto il buono che c’è di vegan, dai servizi alle strutture ricettive, alla grande offerta della ristorazione, negozi e shop online e tanto ancora. Ma il nostro fiore all’occhiello sono i professionisti vegan, che qui possono presentarsi e farsi trovare. Un luogo di incontro quindi.
Pagine Vegan come portale web, nasce in un momento di crescita esponenziale dell’offerta vegan, quando pensare ad una guida vegan cartacea, che avevo già realizzato nel 2012 con un’altra autrice, non era più sufficiente: ogni giorno nascono attività nuove e, altre già in essere iniziano ad offrire servizi per vegan. Era quindi necessario uno strumento agile e aggiornabile, giorno dopo giorno e raggiungibile con estrema facilità, realizzato da professionisti.

Ilaria – Un messaggio buono comunicato male, diventa un messaggio cattivo; un messaggio sbagliato comunicato bene può fare tanti danni: ci siamo uniti un gruppo per offrire la migliore vetrina possibile al mondo vegan che si affaccia alla finestra del mondo per farsi conoscere e a quello di chi sta a guardare e che vuole essere informato. La vetrina deve essere bella, i contenuti affidabili, le motivazioni etiche, compresa l’etica del lavoro, pulito e trasparente. E poi, nella nascita di Pagine Vegan, c’è anche una motivazione più personale: cercavamo tutti un lavoro eticamente orientato, non trovando nei rispettivi ambiti un appiglio concreto per dare spazio a questa urgenza che sentivamo ormai tutti e tre. Prima di Pagine Vegan ci conoscevamo poco o niente, e questo ci ha unito e motivato.

– Come funzionano le Pagine Vegan?

Se hai un attività vegan, dei servizi rivolti alle persone vegane, se sei un professionista vegano che opera nel suo ambito puoi iscriverti alle Pagine Vegan. Dora ha ideato due “pulsantoni” veramente intuitivi e facili da usare. Si può scegliere l’iscrizione gratuita e quella a pagamento con servizi (50 euro per 12 mesi) pensati per far conoscere le attività e le persone e far girare, con il dovuto garbo, nomi e prodotti vegan. La nostra newsletter arriva a 5000 iscritti, essenzialmente famiglie vegan, e a 350 giornalisti green che ci seguono. Importante per noi sono anche le persone che ci scrivono per segnalarci un’attività vegan che conoscono e che non hanno trovato inserita nel portale: hanno capito che stiamo facendo un lavoro utile a tutti .

– Quante persone lavorano attualmente a questo progetto?

Ilaria – Siamo in tre, Dora Grieco architetto che si occupa della direzione artistica, Ilaria Beretta autrice radiotelevisiva per la comunicazione, Luciano Vio web master per la costruzione web e tutte le sue problematiche. Tre professionisti sempre in costante aggiornamento, che amano confrontarsi nei diversi ambiti: creativo, comunicativo e progettuale.

– Avete mai pensato ad un evento vegan per presentare il vostro sito?

Dora – Ci stiamo pensando e vorremmo proporlo presto. Anche gli eventi vegani si moltiplicano e sul portale diamo visibilità a tutti quelli dei nostri iscritti. E presto proporremo un nostro evento che rappresenti tutti quelli che sono saliti a bordo di questa nave pacifica. Un po’ naufraghi che cercano il loro mondo.

– Parlando di animali, il vostro progetto è collegato direttamente o indirettamente a qualche associazione o ente che si occupa di essi? Voi avete mai fatto o fate volontariato?

Luciano – Pagine Vegan è collegata a tutte le associazioni di volontariato vegan d’Italia, compresi i rifugi e i santuari per animali scampati ai macelli o ad altre situazioni di pericolo. Ogni associazione si iscrive gratuitamente, compilando il modulo, e inviandoci periodicamente il calendario con le proprie iniziative, le raccolte di fondi, le notizie. Pubblichiamo tutto sul sito nella sezione EVENTI &APPUNTAMENTI che invitiamo tutti a visitare, alcuni contenuti vanno anche nella pagine CULTURA VEGAN, per il loro valore di riflessione universale. Inviamo anche due volte l’anno una newsletter ai nostri iscritti espressamente dedicata al mondo del volontariato vegan: è nostro dovere e nostro orgoglio.
Ho fatto volontariato presso un Canile e vorrei riprendere a farlo e con alcuni amici vegani abbiamo realizzato Libera Tutti, sito di cultura e condivisioni vegane, creando degli eventi a Savona e dintorni che è la nostra zona, poi partecipo costantemente a banchetti informativi nella mia zona mentre attualmente partecipo a banchetti informativi a Dublino.

Dora – Sono vegana per motivi etici dal 1993 e la mia esperienza di volontariato mi ha portato a fondare nel 2001, l’associazione Progetto Vivere Vegan di cui faccio ancora parte attiva e con la quale organizziamo eventi culturali, mostre, stampiamo materiale informativo, opuscoli e volantini per i quali curo personalmente la grafica, e siamo di supporto per tutte le persone che ci contattano e chiedono informazioni. Per 10 edizioni consecutive ho fatto parte del gruppo che ha ideato, curato e realizzato il festival vegano “la Sagra del Seitan”, che ha riscosso sempre un grande successo di pubblico incentivando la nascita di tanti festival vegan in tutta Italia. Per l’associazione sono da diversi anni anche Presidente e questo incarico di responsabilità prende molto del mio tempo libero.

Ilaria – Da quando ero bambina raccolgo animali dalla strada, principalmente gatti, cani, piccioni, principalmente. Una caterva! Attualmente sono volontaria nel programma radiofonico Restiamo Animali, il primo vegan in Italia, faccio servizi in voce e montaggi audio, collaboro con il santuario per animali salvati dal macello della Belle Verte e sono volontaria da 5 anni del Parodi Ligure Cats Refuge di Sheila Rawden che raccogli gatti da tutto il mondo, soprattutto quelli considerati irrecuperabili usciti dai laboratori di vivisezione: Sheila li riabilita, fa vivere loro una vita nuova in un contesto naturale e familiare.

– Cosa ne pensate del boom dei vegan in Italia? Sensibilità o moda? E del boom del biologico?

Ilaria – Ogni strada può portare a Roma, purché sia sincera e non egoistica. Anche partendo da un’impostazione salutista si può arrivare a comprendere il valore del benessere degli altri, gli animali, e dell’intangibilità del corpo altrui, degli animali, appunto. Però deve essere una strada sorvegliata: chi è vegano per motivi etici è cosciente che non sarà solo una dieta vegana a cambiare il mondo, è necessario reimpostare le regole economiche e industriali. Quindi ognuno deve fare la sua parte e cercare, dentro ad essa, di andare fino in fondo. Per quanto riguarda la moda, mi permetto di dire una cosa che ho scritto qualche mese fa per Vegan Life, il mensile con cui collaboro: “Smette di essere vegan, chi non lo è mai stato col cuore”, per questo la sincerità con se stessi è la prima cosa. Per il concetto di “biologico” dal punto di vista vegan c’è molto da dire, perché c’è molta confusione in merito, come anche su quello di “naturale” che va di pari passo. Per un vegano, ad esempio, la pelle di una scarpa non è naturale come viene espresso usualmente, è un’aberrazione: solo il suo proprietario, cioè l’animale, può dire che la sua pelle gli è naturale e, infatti, se la vorrebbe tenere ben stretta; il letame usato per le colture bio può voler dire tradotto in termini vegan “tu non vuoi vedere al di là del tuo naso”, a partire da ciò che mangiano quei poveri animali e che poi trasmettono alla terra e al cibo. Ben venga il tempo di un’attenzione diffusa al concetto di bio e di “naturale” tradotto però dal vocabolario vegan: bio-logico, logico rispetto alla vita, un mondo che non uccide e che non è quindi onnivoro perché è innaturale mangiare altri viventi che condividono con noi buona parte del nostro stesso sentire. E’ anche innaturale che l’umanità abbia ancora impostazioni predatorie della sua società, così è anche innaturale “strizzare i terreni perché producano sempre di più: senza allevamenti intensivi e pascoli forzati ci sarebbe cibo per tutti alla portata di tutti.

– I vostri prossimi obiettivi.
Ilaria – Stiamo distribuendo in tutta Italia il nostro adesivo che dichiara “Siamo su Pagine Vegan”, è free, riservato ai nostri iscritti, sia quelli gratuiti sia quelli a pagamento. E’ un ulteriore aiuto per orientarci tutti in un mondo che vegano non è, ma che cerca di assecondarne alcune istanze. Stiamo anche cercando la location giusta per una manifestazione che dia risalto ancora maggiore ai nostri iscritti. Luciano sta studiando una nuova piattaforma per rendere il sito ancora più friendly per smartphone e tablet. E poi dobbiamo arrivare al migliaio di iscritti entro il 2015, tra aziende e professionisti e al raddoppio delle visualizzazioni di pagina del sito che attualmente si attesta sulle 25.000 al mese. Pagine Vegan, alla fine, è nato proprio per rispondere alla frammentazione dei luoghi reali e virtuali dove trovare contenuti vegan e dare loro un punto di riferimento organico: ora questo punto di riferimento c’è.

Aggiornato 22 luglio 2015

pagine-vegan

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